Investire Sulle Scommesse

Uno dei temi che più mi appassionano in tema di scommesse sportive, e sul calcio in particolare, è quello legato alla scommessa come investimento.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere e andiamo a dare un’occhiata, anche solo superficiale, al mercato finanziario, possiamo renderci conto con facilità che gli investimenti più “sicuri”, quali ad esempio i buoni fruttiferi postali, garantiscono un rendimento intorno al 5%. Il che significa che investendo 1000 euro per 12 mesi, avremo un “guadagno” di 50 euro (!!!). cosa peraltro neanche troppo vera in quanto dovremmo andarci a vedere le tassazioni, le eventuali commissioni e spese varie legate al sistema di investimenti in Italia.

Mi si dirà, e giustamente: questi investimenti coinvolgono migliaia e migliai di euro, così investendo ad esempio 100.000 euro in un anno se ne avranno 5.000 (sempre tasse escluse).

Ovviamente poi esistono anche investimenti più rischiosi, ma dove c’è capitale di rischio è maggiore anche la fluttuazione, quindi a parità di investimento si potrebbe perdere tutto o guadagnare tantissimo.

Rfilettendoci un momento, vediamo come anche le scommesse seguano questo tipo di logica: scommesse più “sicure” avranno una quota bassa, scommesse più rischiose avranno una quota molto alta, poichè l’incertezza dell’evento ne rende molto complicata la predizione e quindi deve assicurare un premio elevato.

E come la propria preparazione personale e la conoscenza del mercato di riferimento può guidarci nell’intraprendere un investimento rischioso (esempio: una persona che lavora con le nuove tecnologie sarebbe più in grado di una persona che gestisce un bar di sapere se le azioni di Google e Amazon sono da considerarsi investimenti buoni oppure no), così la conoscenza del mercato di riferimento (che per il calcio potrebbe essere un determinato campionato o una squadra che si segue parecchio) può guidare uno scommettitore esperto meglio di uno alle prime armi nello scegliere segni e quote.

Credo fin qui di aver detto cose logiche e condivisibili. Le cose si fanno più inspiegabili quando facciamo una semplicissima considerazione: UN RENDIMENTO DEL 5% EQUIVALE A UNA QUOTA DI 1,05. ED E’ ANCHE ESENTASSE PERCHE’ LE SCOMMESSE SPORTIVE SONO TASSATE ALLA FONTE.

Prima di andare avanti rileggiamo la frase qui sopra.

Fatto? Bene: in pratica se io investo 1000 euro sui buoni postali prendo 50 euro dopo un anno, e su questi devo anche pagare delle tasse. Se punto 1000 euro su una quota 1,05, prendo i miei 50 euro subito e detax.

E chi conosce un minimo le scommesse sportive sa che 1,05 è una quota ridicola.

Allora se le cose sono così semplici perché nessuno decide di investire con le scommesse?

Questa è la domanda che mi faccio da tempo, e a mio avviso i motivi sono i seguenti:

Motivi culturali: le scommesse sono viste come generico gioco d’azzardo, e quindi perdente a prescindere. Solo che c’è differenza tra la roulette, governata dal caso, e le scommesse sportive, dove il banco è vero che vince sempre, ma dove è possibile che si vinca anche noi!

Scarsa conoscenza del concetto di quota: la stragrande maggioranza delle persone sono convinte che le scommesse consistano nel puntare 5 euro per vincerne mille, e che quindi solo le quote alte valgano la pena di esser considerate, non sapendo che i bookmaker offrono ad esempio una quota 2 quando pensano che ci sia poco meno del 50% di possibilità che l’evento si verifichi, cosa che rapportatata al concetto di investimento espresso finora comporta una percentuale di rischio spaventosamente alta su cui non si dovrebbe mai investire in maniera pesante!

Scarsa preparazione: molti scommettono tanto per, ignorando che l’elaborazione di un pronostico, in ottica di investimento, deve essere ponderata e scaturita da informazioni e tempo speso nello studio, esattamente lo stesso discorso che vale per gli investimenti finanziari. Nessuno di noi investirebbe i suoi soldi su azioni a caso, e allo stesso modo nessuno dovrebbe scommettere un euro su un evento di cui ha poche informazioni.

Motivi psicologici: le scommesse sono emozionali, è difficile trattenersi, tant’è vero che è molto semplice rovinarsi col gioco, specie quando si continua a puntare a casaccio nel tentativo di recuperare quanto si è perso.

Dopo queste considerazioni mi si chiederà: perchè non investi 100.000 su una quota 1,05 e ci dimostri quello che dici?

Per due semplici motivi: il primo è che i 100.000 non li ho ( 🙁 ), il secondo perché anche se li avessi non li scommetterei, il secondo è perché non è assolutamente facile pensare di farlo anche se la logica ci dice che l’evento su cui puntiamo se non è matematicamente certo che avvenga poco ci manca. Sono barriere mentali e culturali, dettate anche dal buon senso di sapere che esiste sempre quel minimo margine di rischio per cui “la palla è rotonda”.

Sono però convinto, e gli articoli di questo blog seguiranno appunto questo esperimento con tanto di giocate proposte, che sia possibile costruirsi una rendita con le scommesse, considerando anche le sconfitte che inevitabilmente ci saranno, che non ha nulla da invidiare a quelle dei cosiddetti “investimenti sicuri”.

Anche perché, riprendendo l’esempio di prima, cercherò di fare giocate su cui non avrei dubbi a metter sopra 1.000 euro!

E invito tutti quelli che vorranno leggere e seguire il mio esperimento a commentare, partecipare, e soprattutto criticare, in modo tale che possa sviluppare e migliorare le mie idee.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi